Il Successo Indipendente

EP Vs LP

Max, è meglio se usciamo con un EP o con un LP?

Intanto spieghiamo il significato dei due acronimi:

EP sta per Extended playing che ai tempi del vinile, era un disco contenente quattro brani, grande come un 33 giri ma che andava a 45 giri.

LP sta per Long playing. Ai tempi del vinile, il disco poteva contenere al massimo 18 minuti di musica per ogni facciata, questo per questioni tecniche che non approfondiamo in questa sede. Con l’avvento del CD questa limitazione è venuta meno, dando così la possibilità agli artisti di inserire 13-14 canzoni a disco invece delle 8 che mediamente stavano su un LP in vinile.

Aumentare il numero dei brani contenuti in un disco aveva due principali ragioni:

  1. In America vengono pagati $ 0,92 a brano per i diritti d’autore. Quindi per gli autori e soprattutto gli editori un disco con 15 pezzi porta a guadagnare quasi il doppio rispetto ad uno con 8 pezzi.
  2. Un numero di canzoni maggiore giustifica un prezzo maggiore. La musica però andrebbe valutata per la qualità e non per la quantità.

 

Nell’era moderna si considera EP un disco con 5 canzoni mentre l’LP un disco con 8 o più brani.

Detto questo torniamo alla domanda: usciamo con un EP o con un LP?

Dipende!

È necessario valutare per prima cosa la motivazione che ti spinge verso l’una o l’altra soluzione.

Decidere di uscire con un EP perché realizzare cinque canzoni costa meno che realizzarne 10, è una ragione comprensibile ma un po’ sterile se non inserita in un contesto più ampio di pianificazione e programmazione.

Così come se decidessi di pubblicare un LP perché hai paura che il tuo pubblico possa pensare che non hai canzoni a sufficienza oppure che EP sia un formato da principianti mentre “quelli veri” fanno LP, vorrebbe dire che sei ancora vincolato a vecchi schemi ormai obsoleti.

Nella nuova era digitale è di fondamentale importanza avere sempre contenuti freschi e di valore per alimentare i tuoi canali web e tenere alto l’interesse dei tuoi fans nei confronti del tuo progetto artistico.

Pubblicando un LP rischi di avere argomenti per due o tre mesi e avere poi un vuoto di contenuti fino alla pubblicazione del disco successivo.

Un’altra ragione per cui ritengo che l’LP non sia più attuale è il fatto che il pubblico non è più educato ad ascoltare 10 brani consecutivi dello stesso artista e a maggior ragione dello stesso album.
C’è il rischio quindi che i fans assorbano le due o tre canzoni con cui familiarizzano al primo ascolto e lascino cadere nel dimenticatoio il resto del disco.
Probabilmente questo non succederebbe se tu dessi loro il tempo di digerire le varie canzoni poco a poco.

La soluzione è quella quindi di diluire la pubblicazione delle tue canzoni in uno dei due modi che io ritengo più efficaci:

  1. Se sei un song writer o un produttore di musica dance o una qualsiasi altra tipologia di artista che non prevede un’intensa attività live, la strategia migliore è quella di pubblicare una canzone al mese, accompagnata da video o almeno un lyrics video, a seconda del tuo budget.
    Dopo 10 mesi, se vuoi, potrai pubblicare un disco contenente le 10 canzoni più qualche contenuto extra inedito e accattivante.
    Così avrai avuto un anno di argomenti per alimentare la conversazione con i tuoi fans.
  2. Se siete una band o comunque una tipologia di artista il cui progetto musicale prevede che l’attività live sia altrettanto importante quanto la pubblicazione del disco, il consiglio è quello di pubblicare un EP con 5 canzoni ogni sei mesi.
    Pubblicherete il video di un brano che anticipa l’uscita del disco. Il mese successivo, il giorno dell’uscita del disco pubblicherete un altro video. Dopo un altro mese, un ulteriore video.

 

Due di questi tre video, il primo e il terzo, possono tranquillamente essere lyrics video e quindi a costo zero.
Sarebbe bene che il secondo fosse un videoclip. Si possono tranquillamente fare videoclip low budget a patto che l’idea sia artisticamente accattivante.

Se avete pianificato bene il vostro percorso, farete 10/20 concerti per promuovere il disco.

Dopo sei mesi, all’uscita del secondo disco e relativi videoclip, la possibilità di risuonare in quei 20 locali, ammesso che la volta prima sia andata bene, sarà molto alta poiché sia il promoter che il vostro pubblico avranno la percezione di una nuova tournée per promuovere un nuovo disco.

In questo modo, in un anno, avrete fatto due dischi, 40 concerti e 6 video dando così ai vostri fans la sensazione, peraltro corretta, di una band sempre molto attiva e produttiva.

Capisco non sia facile scrollarsi di dosso tutte le convinzioni radicate negli anni e abbracciare un nuovo sistema perché questo ci spinge ai confini della nostra comfort zone facendoci sentire vulnerabili e indifesi.
D’altra parte, l’artista non è colui che aspira ad una vita inquadrata e prevedibile, ma è colui che accetta di rompere gli schemi e gettarsi verso l’ignoto pur di continuare a dare voce alla propria anima creativa.

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